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	<title>Comments for No MSurrender ONLUS</title>
	<link>http://www.nomsurrender.org</link>
	<description>Non arrenderti alla sclerosi multipla</description>
	<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:24:49 +0000</pubDate>
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		<title>Comment on Special one by Presidente</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/special-one/#comment-7505</link>
		<dc:creator>Presidente</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 08:07:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/special-one/#comment-7505</guid>
		<description>C’è un solo uomo in Italia (ma purtroppo è in prestito) che riesce a far discutere più di Bertolaso, a dividere più di Sanremo, a sfidare i pregiudizi della falsa coscienza (“prostituzione intellettuale”) come… Già, come chi altro, in Italia? Adesso quest’uomo, José Mourinho Felix il Filosofo di Setubal, ha sfidato l’Italia manettara. Con un gesto così plateale, bello, comunicativo, dirompente, che ha fatto – come sempre, più di sempre – il giro del mondo. E che ovviamente ha messo in allarme la casta (“delirio evidente”). Non c’è niente che faccia tremare la casta come i gesti semplici, totali. La casta gli ha dato tre turni, e 40 mila euro di multa. Vanno ad aggiungersi agli altri euro che s’è già beccato, ormai ogni volta che parla. Ogni volta che con sublime sarcasmo, o forse è solo sprezzo del pericolo, si abbatte a tempesta contro il muro di gomma. Contro “la gelatina”

Ci si può nascondere dietro a un dito, come l’ottimo Mario Sconcerti. E dire che i problemi dell’Inter sono altri, che Mourinho lo sa, che per forza che è nervoso e che apposta forza la mano sul resto. Tutto giusto, già mercoledì si vedrà che Sconcerti ha ragione: nel dettaglio, nel dito. Ma non nella luna. Si può essere semplicemente addetti alla prostituzione intellettuale, come gli altri. Si può essere furbamente gelatinosi, siamo tutti dello stesso circo. Come Zaccheroni (“la moviola poi ha dimostrato che il direttore di gara aveva ragione su tutti gli episodi”, ma non è vero). Come Galliani, che dice va tutto bene e “abbassare i toni”, ma è reduce dall’aver incassato un rigore grande come un appalto alla Maddalena non dato al Bari sullo 0-0, e un giallo graziato a Gattuso per un’entrata che farebbe impallidire l’espulso Samuel.

A parte che il gesto delle manette, Mou l’ha fatto dopo che il meraviglioso Paolo Tagliavento, il barbiere di Terni, quello dell’arbitraggio “semplicemente perfetto”, aveva considerato da giallo una reazione di Pazzini che il regolamento vorrebbe da rosso. Il barbiere perfetto è quello che prima non aveva cacciato Pazzini, per una mano in faccia a Muntari, a gioco fermo. E senza contare la simulazione rifilata a Eto’o, sbagliando in pieno (Mou si è accasciato, in preda a una crisi di riso irrefrenabile). Ma non è questo il punto. E’ giusto per dire che l’arbitro perfetto non esiste, esattamente come il pm perfetto, se non nella finzione interessata di gente interessata. Insomma ci sono i fatti, e c’è la deformazione delle opinioni. Siamo in Italia. Dare di “impeccabile” al barbiere di Terni è un po’ come prendere per vangelo le ricostruzioni ambientali della cricca. A scatola chiusa.

Ma nemmeno questo è il punto. Il punto è che a differenza di altri e meno famosi “attenzionati” dalla casta, l’uomo più famoso d’Italia (ma è in prestito) ha avuto il coraggio di fare il gesto: ha incrociato i polsi, l’Italia è manettara. Ha denunciato il sistema vischioso, gelatinoso, sì. Ma è quello della casta arbitrale (i sacri giudici del pallone) che si auto-difende e assolve. Incontrollata. Malcostumata. Che usa due pesi e due misure: ci sono “aree di rigore di 25 metri” e falli che valgono e non valgono. Lui ha solo se stesso, il suo magnifico talento, e ogni domenica manda avanti la sua personale battaglia contro quel mondo falso e appiccicoso del calcio. Che è lo specchio dell’Italia. Noi l’avevamo capito subito, quando arrivò (in prestito) lo scorso campionato. Per questo abbiamo subito amato il Filosofo, il genio della comunicazione e del parlar chiaro. L’uomo che ebbe il coraggio di dire “zeru tituli”, sputando sulla melassa, e ora di mostrare le manette alla casta. Per questo ce ne siamo innamorati. O forse credete che si stia parlando (solo) di calcio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un solo uomo in Italia (ma purtroppo è in prestito) che riesce a far discutere più di Bertolaso, a dividere più di Sanremo, a sfidare i pregiudizi della falsa coscienza (“prostituzione intellettuale”) come… Già, come chi altro, in Italia? Adesso quest’uomo, José Mourinho Felix il Filosofo di Setubal, ha sfidato l’Italia manettara. Con un gesto così plateale, bello, comunicativo, dirompente, che ha fatto – come sempre, più di sempre – il giro del mondo. E che ovviamente ha messo in allarme la casta (“delirio evidente”). Non c’è niente che faccia tremare la casta come i gesti semplici, totali. La casta gli ha dato tre turni, e 40 mila euro di multa. Vanno ad aggiungersi agli altri euro che s’è già beccato, ormai ogni volta che parla. Ogni volta che con sublime sarcasmo, o forse è solo sprezzo del pericolo, si abbatte a tempesta contro il muro di gomma. Contro “la gelatina”</p>
<p>Ci si può nascondere dietro a un dito, come l’ottimo Mario Sconcerti. E dire che i problemi dell’Inter sono altri, che Mourinho lo sa, che per forza che è nervoso e che apposta forza la mano sul resto. Tutto giusto, già mercoledì si vedrà che Sconcerti ha ragione: nel dettaglio, nel dito. Ma non nella luna. Si può essere semplicemente addetti alla prostituzione intellettuale, come gli altri. Si può essere furbamente gelatinosi, siamo tutti dello stesso circo. Come Zaccheroni (“la moviola poi ha dimostrato che il direttore di gara aveva ragione su tutti gli episodi”, ma non è vero). Come Galliani, che dice va tutto bene e “abbassare i toni”, ma è reduce dall’aver incassato un rigore grande come un appalto alla Maddalena non dato al Bari sullo 0-0, e un giallo graziato a Gattuso per un’entrata che farebbe impallidire l’espulso Samuel.</p>
<p>A parte che il gesto delle manette, Mou l’ha fatto dopo che il meraviglioso Paolo Tagliavento, il barbiere di Terni, quello dell’arbitraggio “semplicemente perfetto”, aveva considerato da giallo una reazione di Pazzini che il regolamento vorrebbe da rosso. Il barbiere perfetto è quello che prima non aveva cacciato Pazzini, per una mano in faccia a Muntari, a gioco fermo. E senza contare la simulazione rifilata a Eto’o, sbagliando in pieno (Mou si è accasciato, in preda a una crisi di riso irrefrenabile). Ma non è questo il punto. E’ giusto per dire che l’arbitro perfetto non esiste, esattamente come il pm perfetto, se non nella finzione interessata di gente interessata. Insomma ci sono i fatti, e c’è la deformazione delle opinioni. Siamo in Italia. Dare di “impeccabile” al barbiere di Terni è un po’ come prendere per vangelo le ricostruzioni ambientali della cricca. A scatola chiusa.</p>
<p>Ma nemmeno questo è il punto. Il punto è che a differenza di altri e meno famosi “attenzionati” dalla casta, l’uomo più famoso d’Italia (ma è in prestito) ha avuto il coraggio di fare il gesto: ha incrociato i polsi, l’Italia è manettara. Ha denunciato il sistema vischioso, gelatinoso, sì. Ma è quello della casta arbitrale (i sacri giudici del pallone) che si auto-difende e assolve. Incontrollata. Malcostumata. Che usa due pesi e due misure: ci sono “aree di rigore di 25 metri” e falli che valgono e non valgono. Lui ha solo se stesso, il suo magnifico talento, e ogni domenica manda avanti la sua personale battaglia contro quel mondo falso e appiccicoso del calcio. Che è lo specchio dell’Italia. Noi l’avevamo capito subito, quando arrivò (in prestito) lo scorso campionato. Per questo abbiamo subito amato il Filosofo, il genio della comunicazione e del parlar chiaro. L’uomo che ebbe il coraggio di dire “zeru tituli”, sputando sulla melassa, e ora di mostrare le manette alla casta. Per questo ce ne siamo innamorati. O forse credete che si stia parlando (solo) di calcio?</p>
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	<item>
		<title>Comment on Potrebbe interessarci by Linda</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7503</link>
		<dc:creator>Linda</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 06:55:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7503</guid>
		<description>Evvai!!!!
Linda
 
se nn riuscite a vedere il link che vi ho mandato...l'hanno già messo su youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=qDVJV3oKatI</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Evvai!!!!<br />
Linda</p>
<p>se nn riuscite a vedere il link che vi ho mandato&#8230;l&#8217;hanno già messo su youtube:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=qDVJV3oKatI" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=qDVJV3oKatI</a></p>
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	<item>
		<title>Comment on Special one by Segreteria</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/special-one/#comment-7499</link>
		<dc:creator>Segreteria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:29:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/special-one/#comment-7499</guid>
		<description>Carattere, grinta, gruppo: che bel lavoro ha fatto Mou.

 Passano le domeniche e le partite, ma l'Inter conferma quello che ho sempre pensato della formazione di Mourinho. Non giocherà il calcio più bello, non avrà gli schemi più originali, ma ragazzi miei che squadra! Che spirito, che gruppo. Solido, compatto, unito, traspare proprio nei momenti più diffcili quanto quello spogliatoio sia cementato, unito. Li vedi che soffrono insieme, si aiutano, che le vittorie non hanno minimamente scalfito la loro voglia di vincere. Bello, e credo sia la soddisfazione più bella per Mourinho. Vedi l'Inter e capisci il suo lavoro, perchè in Europa non c'è un solo giocatote che ti parli male del portoghese. Deve fare un grande lavoro con i ragazzi e il risultati è aver creato una "Squadra". Fatemi fare un'eccezione per Balotelli: che fenomeno. Ha l'istinto del campione e quel gol segnato a Udine lo dimostra. Speriamo non sprechi un grammo di quello che il destino gli ha concesso con il calcio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carattere, grinta, gruppo: che bel lavoro ha fatto Mou.</p>
<p> Passano le domeniche e le partite, ma l&#8217;Inter conferma quello che ho sempre pensato della formazione di Mourinho. Non giocherà il calcio più bello, non avrà gli schemi più originali, ma ragazzi miei che squadra! Che spirito, che gruppo. Solido, compatto, unito, traspare proprio nei momenti più diffcili quanto quello spogliatoio sia cementato, unito. Li vedi che soffrono insieme, si aiutano, che le vittorie non hanno minimamente scalfito la loro voglia di vincere. Bello, e credo sia la soddisfazione più bella per Mourinho. Vedi l&#8217;Inter e capisci il suo lavoro, perchè in Europa non c&#8217;è un solo giocatote che ti parli male del portoghese. Deve fare un grande lavoro con i ragazzi e il risultati è aver creato una &#8220;Squadra&#8221;. Fatemi fare un&#8217;eccezione per Balotelli: che fenomeno. Ha l&#8217;istinto del campione e quel gol segnato a Udine lo dimostra. Speriamo non sprechi un grammo di quello che il destino gli ha concesso con il calcio.</p>
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		<title>Comment on Potrebbe interessarci by francesco</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7493</link>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 14:00:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7493</guid>
		<description>MEDICINA:MONDO CREDE A TEORIA ITALIA SU CAUSA SCLEROSI/ANSA
(ANSA) - ROMA, 15 FEB - Dopo dieci anni di scetticismo, finalmente il mondo sembra iniziare a credere alla 'via' italiana alle cause della sclerosi multipla. I primi test mondiali sull'ipotesi di Paolo Zamboni, ricercatore dell'universita' di Ferrara, che un fattore scatenante di questa malattia possa essere un problema circolatorio, sono positivi, e sempre di piu' sono i gruppi nel pianeta interessati alla sperimentazione, che sta per estendersi ad una possibile terapia in grado di alleviare i sintomi di questa patologia. Secondo il chirurgo, che ha iniziato ad interessarsi della malattia dopo che ne e' stata colpita la moglie, a causare la Ms sarebbe un restringimento di alcuni vasi sanguigni che drenano il sangue dal cervello. Questo causerebbe un rallentamento del flusso di sangue che e' alla base dell'accumulo di ferro nei tessuti cerebrali proprio della sclerosi multipla. L'ipotesi, dapprima testata solo da Zamboni e da alcuni colleghi, e' ora oggetto di studio in tutto il mondo, e i primi risultati di una ricerca dell'universita' di Buffalo, nello stato di New York, hanno confermato che il 56,4% dei pazienti affetti da Ms ha questa condizione, chiamata insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi). 'Contemporaneamente altri gruppi stanno portando avanti questi test - conferma Zamboni - risultati molto interessanti si sono avuti in Canada e in Francia, mentre un gruppo in Giordania ha ottenuto addirittura un risultato del 100%, confermando che questa condizione riguarda tutti i gruppi etnici. Di sicuro, anche se i numeri statunitensi sono piu' bassi di quelli che abbiamo trovato noi, possiamo considerarli la conferma che il Ccsvi e' la prima causa di rischio per la sclerosi multipla'. Il ricercatore ferrarese e' reduce da un 'tour' in Usa e Canada dove ha presentato il proprio lavoro con il collega Fabrizio Salvi, dell'ospedale Bellaria di Bologna. Secondo un ricercatore dell'universita' canadese McMaster sarebbero 22mila in tutto il mondo i pazienti che si stanno sottoponendo ai test. LA CAUSA E LA POSSIBILE CURA. L'origine della malattia risiederebbe proprio in una difficolta' circolatoria e secondo Zamboni questa intuizione 'conterrebbe' anche una possibile cura. Rimuovendo l'ostruzione con un palloncino si possono alleviare i sintomi, spiega il ricercatore, che entro sei mesi avviera' una sperimentazione di questa cura nel nostro paese: 'Finora abbiamo effettuato uno studio preliminare proprio in collaborazione con l'universita' di Buffalo in cui alcuni pazienti venivano trattati qui e studiati negli Usa - continua Zamboni, che ha persino un gruppo con 20mila fan su Facebook - da cui e' emerso che le lesioni sono molto ridotte dopo la terapia. Entro sei mesi partiremo invece con uno studio organico e randomizzato finanziato dalla regione Emilia Romagna e dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism). Bisogna dire che ci vorranno almeno ancora un paio d'anni prima che questa terapia sia disponibile a tutti, ma di sicuro e' estremamente promettente'. I SOSTENITORI. L'Aism ha recentemente affermato di seguire con attenzione le ricerche di Zamboni, e si e' impegnata a promuovere gli approfondimenti attraverso il proprio bando che mette a disposizione 3 milioni di euro per gli studi sulla malattia. Oltre all'Emilia Romagna anche il Veneto sembra interessato, con alcuni ospedali come quello di Vicenza che si sta attrezzando con gli strumenti necessari a diagnosticare la Ccsvi. (ANSA).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MEDICINA:MONDO CREDE A TEORIA ITALIA SU CAUSA SCLEROSI/ANSA<br />
(ANSA) - ROMA, 15 FEB - Dopo dieci anni di scetticismo, finalmente il mondo sembra iniziare a credere alla &#8216;via&#8217; italiana alle cause della sclerosi multipla. I primi test mondiali sull&#8217;ipotesi di Paolo Zamboni, ricercatore dell&#8217;universita&#8217; di Ferrara, che un fattore scatenante di questa malattia possa essere un problema circolatorio, sono positivi, e sempre di piu&#8217; sono i gruppi nel pianeta interessati alla sperimentazione, che sta per estendersi ad una possibile terapia in grado di alleviare i sintomi di questa patologia. Secondo il chirurgo, che ha iniziato ad interessarsi della malattia dopo che ne e&#8217; stata colpita la moglie, a causare la Ms sarebbe un restringimento di alcuni vasi sanguigni che drenano il sangue dal cervello. Questo causerebbe un rallentamento del flusso di sangue che e&#8217; alla base dell&#8217;accumulo di ferro nei tessuti cerebrali proprio della sclerosi multipla. L&#8217;ipotesi, dapprima testata solo da Zamboni e da alcuni colleghi, e&#8217; ora oggetto di studio in tutto il mondo, e i primi risultati di una ricerca dell&#8217;universita&#8217; di Buffalo, nello stato di New York, hanno confermato che il 56,4% dei pazienti affetti da Ms ha questa condizione, chiamata insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi). &#8216;Contemporaneamente altri gruppi stanno portando avanti questi test - conferma Zamboni - risultati molto interessanti si sono avuti in Canada e in Francia, mentre un gruppo in Giordania ha ottenuto addirittura un risultato del 100%, confermando che questa condizione riguarda tutti i gruppi etnici. Di sicuro, anche se i numeri statunitensi sono piu&#8217; bassi di quelli che abbiamo trovato noi, possiamo considerarli la conferma che il Ccsvi e&#8217; la prima causa di rischio per la sclerosi multipla&#8217;. Il ricercatore ferrarese e&#8217; reduce da un &#8216;tour&#8217; in Usa e Canada dove ha presentato il proprio lavoro con il collega Fabrizio Salvi, dell&#8217;ospedale Bellaria di Bologna. Secondo un ricercatore dell&#8217;universita&#8217; canadese McMaster sarebbero 22mila in tutto il mondo i pazienti che si stanno sottoponendo ai test. LA CAUSA E LA POSSIBILE CURA. L&#8217;origine della malattia risiederebbe proprio in una difficolta&#8217; circolatoria e secondo Zamboni questa intuizione &#8216;conterrebbe&#8217; anche una possibile cura. Rimuovendo l&#8217;ostruzione con un palloncino si possono alleviare i sintomi, spiega il ricercatore, che entro sei mesi avviera&#8217; una sperimentazione di questa cura nel nostro paese: &#8216;Finora abbiamo effettuato uno studio preliminare proprio in collaborazione con l&#8217;universita&#8217; di Buffalo in cui alcuni pazienti venivano trattati qui e studiati negli Usa - continua Zamboni, che ha persino un gruppo con 20mila fan su Facebook - da cui e&#8217; emerso che le lesioni sono molto ridotte dopo la terapia. Entro sei mesi partiremo invece con uno studio organico e randomizzato finanziato dalla regione Emilia Romagna e dall&#8217;Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism). Bisogna dire che ci vorranno almeno ancora un paio d&#8217;anni prima che questa terapia sia disponibile a tutti, ma di sicuro e&#8217; estremamente promettente&#8217;. I SOSTENITORI. L&#8217;Aism ha recentemente affermato di seguire con attenzione le ricerche di Zamboni, e si e&#8217; impegnata a promuovere gli approfondimenti attraverso il proprio bando che mette a disposizione 3 milioni di euro per gli studi sulla malattia. Oltre all&#8217;Emilia Romagna anche il Veneto sembra interessato, con alcuni ospedali come quello di Vicenza che si sta attrezzando con gli strumenti necessari a diagnosticare la Ccsvi. (ANSA).</p>
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		<title>Comment on Potrebbe interessarci by francesco</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7491</link>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 08:09:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7491</guid>
		<description>Ciao Mauro, questa storia mi piace. Avevo già ricevuto delle Mail che ne parlavano, mi sembra una grossa speranza. Però considerandoti un amico, vorrei sapere il tuo parere. 
Cosa ne pensi ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mauro, questa storia mi piace. Avevo già ricevuto delle Mail che ne parlavano, mi sembra una grossa speranza. Però considerandoti un amico, vorrei sapere il tuo parere.<br />
Cosa ne pensi ?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Facce e bocche by giampi</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/facce-e-bocche/#comment-7490</link>
		<dc:creator>giampi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 22:15:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/facce-e-bocche/#comment-7490</guid>
		<description>Allora metteremo qui le avvelenate inopportune su FB?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora metteremo qui le avvelenate inopportune su FB?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Potrebbe interessarci by mauro</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7480</link>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 07:34:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7480</guid>
		<description>Venerdì 05 Febbraio 2010CRONACA,pagina 24e-mailprint 
Vicenza sperimenterà il metodo-Zamboni per sconfiggere la sclerosi multipla. Stamani il dg Antonio Alessandri e il ds Eugenio Fantuz avranno un incontro con il primario di neurologia Francesco Perini, con il primario di chirurgia vascolare Domenico Milite, e con i due principali esponenti di “Smuovilavita”, l’onlus vicentina che opera a fianco dei malati di sclerosi multipla, il presidente Sergio Dalla Verde e il cofondatore Giordano Malfermo, per concordare un progetto operativo in linea con la rivoluzionaria teoria messa a punto da Paolo Zamboni all’università di Ferrara. 
Non solo. L’Ulss 6 ha già deciso di mandare una neurologa del S. Bortolo esperta di ecodoppler, Antonella De Boni, a un corso teorico-pratico che si terrà a Ferrara dal 15 al 20 marzo, per apprendere il sistema di diagnosi e di cura che sta calamitando le speranze di migliaia di malati. Sarà questa anche l’occasione per imparare a usare lo speciale ecodoppler “Mylabvinco”, grazie al quale è possibile diagnosticare con la massima precisione la Ccsvi, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale, che, come ha dimostrato Zamboni con una scoperta che ha messo a rumore il mondo scientifico internazionale, si associa alla grande maggioranza dei casi di sclerosi multipla. La De Boni andrà al corso di Ferrara, prenotato da centinaia di neurologi e studiosi stranieri, in linea con la strategia di Alessandri di lanciare anche al S. Bortolo una ricerca che sta aprendo nuovi orizzonti nella lotta a una malattia che affligge in provincia di Vicenza un migliaio di persone. 
Dalla Verde ha anche consegnato ad Alessandri e a Fantuz le schede tecniche dell’ecodoppler costruito da una multinazionale di Firenze, la Esaote; ma, sapendo in quale situazione versino le casse dell’Ulss, è pronto a fare di più: «Se necessario lo compreremo noi come Fondazione». 
Malfermo ha già preso contatto con l’azienda toscana. Il “Mylabvinco” costa 50 mila euro. “Smuovilavita” non aspetterà un giorno in più per far arrivare l’ecodoppler che è in grado di stanare quel groviglio di vene occluse figlie di una malformazione che con uno sconvolgente effetto-domino aumenterebbe di 43 volte il rischio della sclerosi a placche. Se il meccanismo è questo, la soluzione inventata dal professore ferrarese (ora in Usa dove è corteggiatissimo da università e centri di ricerca) e dal suo braccio destro scientifico Fabrizio Salvi, neurologo al Bellaria di Bologna, è molto semplice. Basta una “procedura di liberazione”, una normale angioplastica con il classico “palloncino” che dilata la vena ostruita. 
Dalla Verde e Malfermo ci credono, anche perché i risultati stanno dando ragione a Zamboni. I pazienti “liberati” (secondo l’alfabeto-Zamboni) avvertono grossi benefici. Molti non hanno più attacchi. Si riduce il numero delle lesioni cerebrali e spinali. E migliora la qualità della vita. «In ogni caso - dice Dalla Verde - non si deve lasciare nulla di intentato per aiutare i malati». 
Fantuz conferma: «Da parte nostra c’è la massima disponibilità ad approfondire questo metodo sul piano tecnico e scientifico. Vogliamo capire se funziona. Quanto Zamboni ha detto al convegno in Fiera è molto stimolante». Il dg Alessandri sposa in pieno la nuova causa: «Vogliamo fare del S. Bortolo un prototipo diagnostico per la sclerosi multipla. Faremo le cose sul serio. Condurremo una ricerca avanzata. Sperimenteremo questo nuovo metodo su un campione di 400 malati. Il centro per la sclerosi multipla deve restare a Vicenza. Siamo decisi a mantenerne la centralità qui da noi, però non va gestito artigianalmente. Ormai è il punto di riferimento per 550 malati e deve avere la dimensione che merita. C’è un’esperienza pluriennale ma anche un back ground culturale che non possono essere assolutamente perduti». 
«Il problema è uno solo: la carenza di personale. Con Fantuz e Perini abbiamo però la volontà di potenziare l’organico, sempre che la Regione ci venga incontro. Presto faremo un primo concreto passo in avanti. La dott. Pianola Stenta, la neurologa che oggi collabora con la responsabile Franca Bortolon, ma lavora anche al centro epilessia e deve fare le guardie in reparto, si dedicherà a tempo pieno alla sclerosi multipla». 
Insomma, avanti tutta con il metodo-Zamboni che anima forum, fa impazzire il web e divide i neurologi. E lei, Franca Bortolon, cosa farà? «Sono disponibile a partecipare alla sperimentazione». Come dire: nessun pregiudizio. Viene dunque smentito chi aveva interpretato la sua assenza al convegno di “Smuovilavita” a Vicenza, con Zamboni protagonista davanti a migliaia di malati accorsi da tutta Italia, come un atto di dissenso, anzi come una dichiarazione di guerra: «Macchè, ero in ferie, altrimenti ci sarei andata. Il mio timore era ed è solo che i malati abbandonino le terapie cui oggi li sottoponiamo. Io sono aperta a tutte le iniziative, purché siano condotte in modo rigorosamente scientifico. Non vorrei ci trovassimo dinanzi a un nuovo caso-Di Bella. Prima si facciano gli studi come si deve e poi se ne parla. Ci vogliono conferme». 
Zamboni però obietta: «Studi ce ne sono ormai a centinaia. Mi fa ridere chi parla di duplicazione. Io faccio la formazione. Poi i risultati ogni centro li può verificare da solo».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 05 Febbraio 2010CRONACA,pagina 24e-mailprint<br />
Vicenza sperimenterà il metodo-Zamboni per sconfiggere la sclerosi multipla. Stamani il dg Antonio Alessandri e il ds Eugenio Fantuz avranno un incontro con il primario di neurologia Francesco Perini, con il primario di chirurgia vascolare Domenico Milite, e con i due principali esponenti di “Smuovilavita”, l’onlus vicentina che opera a fianco dei malati di sclerosi multipla, il presidente Sergio Dalla Verde e il cofondatore Giordano Malfermo, per concordare un progetto operativo in linea con la rivoluzionaria teoria messa a punto da Paolo Zamboni all’università di Ferrara.<br />
Non solo. L’Ulss 6 ha già deciso di mandare una neurologa del S. Bortolo esperta di ecodoppler, Antonella De Boni, a un corso teorico-pratico che si terrà a Ferrara dal 15 al 20 marzo, per apprendere il sistema di diagnosi e di cura che sta calamitando le speranze di migliaia di malati. Sarà questa anche l’occasione per imparare a usare lo speciale ecodoppler “Mylabvinco”, grazie al quale è possibile diagnosticare con la massima precisione la Ccsvi, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale, che, come ha dimostrato Zamboni con una scoperta che ha messo a rumore il mondo scientifico internazionale, si associa alla grande maggioranza dei casi di sclerosi multipla. La De Boni andrà al corso di Ferrara, prenotato da centinaia di neurologi e studiosi stranieri, in linea con la strategia di Alessandri di lanciare anche al S. Bortolo una ricerca che sta aprendo nuovi orizzonti nella lotta a una malattia che affligge in provincia di Vicenza un migliaio di persone.<br />
Dalla Verde ha anche consegnato ad Alessandri e a Fantuz le schede tecniche dell’ecodoppler costruito da una multinazionale di Firenze, la Esaote; ma, sapendo in quale situazione versino le casse dell’Ulss, è pronto a fare di più: «Se necessario lo compreremo noi come Fondazione».<br />
Malfermo ha già preso contatto con l’azienda toscana. Il “Mylabvinco” costa 50 mila euro. “Smuovilavita” non aspetterà un giorno in più per far arrivare l’ecodoppler che è in grado di stanare quel groviglio di vene occluse figlie di una malformazione che con uno sconvolgente effetto-domino aumenterebbe di 43 volte il rischio della sclerosi a placche. Se il meccanismo è questo, la soluzione inventata dal professore ferrarese (ora in Usa dove è corteggiatissimo da università e centri di ricerca) e dal suo braccio destro scientifico Fabrizio Salvi, neurologo al Bellaria di Bologna, è molto semplice. Basta una “procedura di liberazione”, una normale angioplastica con il classico “palloncino” che dilata la vena ostruita.<br />
Dalla Verde e Malfermo ci credono, anche perché i risultati stanno dando ragione a Zamboni. I pazienti “liberati” (secondo l’alfabeto-Zamboni) avvertono grossi benefici. Molti non hanno più attacchi. Si riduce il numero delle lesioni cerebrali e spinali. E migliora la qualità della vita. «In ogni caso - dice Dalla Verde - non si deve lasciare nulla di intentato per aiutare i malati».<br />
Fantuz conferma: «Da parte nostra c’è la massima disponibilità ad approfondire questo metodo sul piano tecnico e scientifico. Vogliamo capire se funziona. Quanto Zamboni ha detto al convegno in Fiera è molto stimolante». Il dg Alessandri sposa in pieno la nuova causa: «Vogliamo fare del S. Bortolo un prototipo diagnostico per la sclerosi multipla. Faremo le cose sul serio. Condurremo una ricerca avanzata. Sperimenteremo questo nuovo metodo su un campione di 400 malati. Il centro per la sclerosi multipla deve restare a Vicenza. Siamo decisi a mantenerne la centralità qui da noi, però non va gestito artigianalmente. Ormai è il punto di riferimento per 550 malati e deve avere la dimensione che merita. C’è un’esperienza pluriennale ma anche un back ground culturale che non possono essere assolutamente perduti».<br />
«Il problema è uno solo: la carenza di personale. Con Fantuz e Perini abbiamo però la volontà di potenziare l’organico, sempre che la Regione ci venga incontro. Presto faremo un primo concreto passo in avanti. La dott. Pianola Stenta, la neurologa che oggi collabora con la responsabile Franca Bortolon, ma lavora anche al centro epilessia e deve fare le guardie in reparto, si dedicherà a tempo pieno alla sclerosi multipla».<br />
Insomma, avanti tutta con il metodo-Zamboni che anima forum, fa impazzire il web e divide i neurologi. E lei, Franca Bortolon, cosa farà? «Sono disponibile a partecipare alla sperimentazione». Come dire: nessun pregiudizio. Viene dunque smentito chi aveva interpretato la sua assenza al convegno di “Smuovilavita” a Vicenza, con Zamboni protagonista davanti a migliaia di malati accorsi da tutta Italia, come un atto di dissenso, anzi come una dichiarazione di guerra: «Macchè, ero in ferie, altrimenti ci sarei andata. Il mio timore era ed è solo che i malati abbandonino le terapie cui oggi li sottoponiamo. Io sono aperta a tutte le iniziative, purché siano condotte in modo rigorosamente scientifico. Non vorrei ci trovassimo dinanzi a un nuovo caso-Di Bella. Prima si facciano gli studi come si deve e poi se ne parla. Ci vogliono conferme».<br />
Zamboni però obietta: «Studi ce ne sono ormai a centinaia. Mi fa ridere chi parla di duplicazione. Io faccio la formazione. Poi i risultati ogni centro li può verificare da solo».</p>
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	</item>
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		<title>Comment on Potrebbe interessarci by mauro</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7474</link>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 08:30:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/potrebbe-interessarci/#comment-7474</guid>
		<description>CCSVI e SM: video del Convegno a Vicenza
Sono passate poche ore dal termine dell'interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com'era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono già disponibili alcuni spezzoni video dell'evento.

• Parte 0 • Parte 1 • Parte 2 • Parte 3 • Parte 4 • Parte 5 • Parte 6 
• Parte 7 • Parte 8 • Parte 9 • Parte 10 • Parte 11 • Parte 12 • Parte 13 
• Parte 14 • Parte 15 • Parte 16 • Parte 17 • Parte 18 • Parte 19 • Parte 20 
• Domanda dal pubblico, di Stefano Balbo

Per leggere tutti i commenti sul Convegno e sull'argomento CCSVI ed SM, segui il nostro Forum

http://www.sclerosi.org/CCSVI-forum</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CCSVI e SM: video del Convegno a Vicenza<br />
Sono passate poche ore dal termine dell&#8217;interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com&#8217;era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono già disponibili alcuni spezzoni video dell&#8217;evento.</p>
<p>• Parte 0 • Parte 1 • Parte 2 • Parte 3 • Parte 4 • Parte 5 • Parte 6<br />
• Parte 7 • Parte 8 • Parte 9 • Parte 10 • Parte 11 • Parte 12 • Parte 13<br />
• Parte 14 • Parte 15 • Parte 16 • Parte 17 • Parte 18 • Parte 19 • Parte 20<br />
• Domanda dal pubblico, di Stefano Balbo</p>
<p>Per leggere tutti i commenti sul Convegno e sull&#8217;argomento CCSVI ed SM, segui il nostro Forum</p>
<p><a href="http://www.sclerosi.org/CCSVI-forum" rel="nofollow">http://www.sclerosi.org/CCSVI-forum</a></p>
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	<item>
		<title>Comment on Nomsurrender si aggiorna by Gianvito Martino</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/2007/10/02/nomsurrender-si-agggiorna/#comment-7385</link>
		<dc:creator>Gianvito Martino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:50:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/2007/10/02/nomsurrender-si-agggiorna/#comment-7385</guid>
		<description>Caro Presidente
Grazie per la cortese lettera, noi stiamo facendo il massimo di quanto possiamo fare. Non solo per i malati di sclerosi multipla ma anche per noi sarebbe importante iniziare al più presto la sperimentazione con cellule staminali del cervello ma la cautela – che contraddistingue l’operato mio e della mia equipe – è d’obbligo soprattutto quando si ha  a che fare con la sofferenza delle persone.
Nel 2003, all’alba delle nostre scoperte, abbiamo detto pubblicamente che nel giro di 5-10 anni saremmo arrivati a sperimentare quanto fatto in laboratorio nell’uomo. Non abbiamo da allora fatto ulteriori proclami o promesse pubbliche ma abbiamo lavorato sodo ed oggi – sono passati solo 5 anni da allora – possiamo dire che il traguardo è vicino, a portata di mano. Iniziare al sperimentazione sull’uomo, come lei ben sa, non vuol però dire che abbiamo trovato la cura ma solo che abbiamo iniziato a percorrere la strada che ci può aiutare a trovarla.
Noi continuiamo a lavorare con serietà ed impegno, credo che solo così si possano raggiungere i traguardi anche quelli più ostici.
La ringrazio ancora per apprezzare i nostri sforzi per gli sforzi che la sua associazione fa per rendere i tempi delle sperimentazioni più rapidi.
Gianvito Martino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Presidente<br />
Grazie per la cortese lettera, noi stiamo facendo il massimo di quanto possiamo fare. Non solo per i malati di sclerosi multipla ma anche per noi sarebbe importante iniziare al più presto la sperimentazione con cellule staminali del cervello ma la cautela – che contraddistingue l’operato mio e della mia equipe – è d’obbligo soprattutto quando si ha  a che fare con la sofferenza delle persone.<br />
Nel 2003, all’alba delle nostre scoperte, abbiamo detto pubblicamente che nel giro di 5-10 anni saremmo arrivati a sperimentare quanto fatto in laboratorio nell’uomo. Non abbiamo da allora fatto ulteriori proclami o promesse pubbliche ma abbiamo lavorato sodo ed oggi – sono passati solo 5 anni da allora – possiamo dire che il traguardo è vicino, a portata di mano. Iniziare al sperimentazione sull’uomo, come lei ben sa, non vuol però dire che abbiamo trovato la cura ma solo che abbiamo iniziato a percorrere la strada che ci può aiutare a trovarla.<br />
Noi continuiamo a lavorare con serietà ed impegno, credo che solo così si possano raggiungere i traguardi anche quelli più ostici.<br />
La ringrazio ancora per apprezzare i nostri sforzi per gli sforzi che la sua associazione fa per rendere i tempi delle sperimentazioni più rapidi.<br />
Gianvito Martino</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comment on Il professor Vescovi 4 by marilena</title>
		<link>http://www.nomsurrender.org/2007/10/03/il-professor-vescovi-4/#comment-7293</link>
		<dc:creator>marilena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 07:21:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nomsurrender.org/2007/10/03/il-professor-vescovi-4/#comment-7293</guid>
		<description>Dalle staminali una speranza per chi è in carrozzella. 
 Video in italiano  www euronews.net
Il ricercatore intervistato nel servizio di euronews presenterà i risultati delle sue ricerche venerdì 23 ottobre 2009 al meeting ISCOS di Firenze 21 - 24 ottobre 2009 - 48° Annual Scientific Meeting: "Update on experimental pharmacological, cell transplant,  and rehabilitation interventions for  the treatment of spinal cord injury" dove ci saranno anche altri ricercatori di livello mondiale: Wise Young - John Steeves - Alfredo Gorio - Alain Privat - Huub van Hedel - Sergio Aito.
L'equipe guidata da Steven Goldman dell'Universita' di Rochester, a New York, e' riuscita ad ottenere la mielinizzazione della sostanza bianca nel sistema nervoso di topi mutanti mediante iniezione di cellule staminali umane, progenitrici delle cellule gliali. Il successo dell'esperimento, ottenuto dopo anni di perfezionamento, apre alla speranza di sviluppare una terapia per le malattie causate da perdita di mielina, come la sclerosi multipla o le rare malattie genetiche infantili come la Adrenoleucodistrofia. Systemic administration of an antagonist of the ATP-sensitive receptor P2X7 improves recovery after spinal cord injury PNAS. Goldman ha utilizzato topi nei quali una mutazione genetica impedisce la produzione di mielina, la proteina che protegge i prolungamenti delle cellule nervose, permettendo in tal modo la corretta conduzione dei segnali nervosi. I topi nei quali e' stata indotta questa anomalia presentano disturbi neurologici gravi che
portano inevitabilmente alla morte entromorte entro 18-21 settimane dalla nascita. I ricercatori hanno iniettato 300.000 cellule staminali umane, progenitrici delle cellule gliali che formano la guaina mielinica, nel midollo spinale di un gruppo di topi mutanti, mentre un secondo gruppo e' stato trattato con un set di controllo e un terzo gruppo di topi non e' stato trattato affatto. Dopo un iniziale deterioramento della salute di tutti i topi, sono morti i topi del secondo e terzo gruppo, ma sei topi del primo gruppo sono sopravvissuti 130 giorni e quattro di questi erano ancora vivi al termine dell'esperimento, dopo 14 mesi, avendo riacquistato gradualmente la normale attivita' cerebrale. "La mielinizzazione e' stata maggiore di quanto abbia mai visto, questa e' una nuova prova di inizio" dichiara su Nature Goldman, che spera di poter iniziare la sperimentazione sugli esseri umani, una volta che i suoi metodi vengano approvati dalla Food and Drug
Administration.
Una macchina lanciata a tutta velocità. E' la ricerca sulle staminali, che procede a 360°! L'aspetto meraviglioso di queste cellule è la loro capacità di trasformarsi da un tipo di tessuto all'altro. "Queste cellule trapiantate, non integrandosi e differenziandosi nel tessuto ospite, evitano di dare origine a strutture nuove come cellule tumorale con effetti tossici", spiega Stefano Pluchino, ricercatore dell'Unità di Neuroimmunologia dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele."Con questa scoperta - continua - ci si avvicina sempre più ad un utilizzo mirato e privo di effetti collaterali delle terapie cellulari a base di cellule staminali neurali". E' stato proprio il San Raffaele, insieme all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e con la collaborazione dell' Università degli Studi di Verona a condurre la ricerca, pubblicata in questi giorni su Nature, la più autorevole rivista scientifica del mondo. Lo studio è stato
possibile grazie ai finanziamenti della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), del Ministero della Salute Italiano e di due importanti organizzazioni statunitensi: la National Multiple Sclerosis Society (NMSS) e The Myelin Project(TMP) . Le potenzialità terapeutiche delle cellule staminali neurali, affermano i ricercatori, possono risultare più efficaci nei casi di malattie neurologiche in cui l'infiammazione è elevata. L'ictus cerebrale, i tumori cerebrali, i traumi midollari, la sclerosi multipla sono alcuni esempi. Questo però non esclude che in futuro possano essere utili anche nella lotta a malattie del sistema nervoso tuttora incurabili, comprese quelle in cui la componente infiammatoria è meno rilevante. "E' importante sottolineare - sottolinea Gianvito Martino, dell'Unità di Neuroimmunologia del San Raffaele - che si tratta di una sperimentazione condotta su un modello animale e che prima di arrivare ad un impiego clinico sull'uomo
passeranno almeno 5 anni".
Immune regulatory neural stem/precursor cells protect from central nervous system autoimmunity by restraining dendritic cell function. 
Stefano Pluchino - Gianvito Martino
Rif.: PLoS One
Rif.: Notiziario italiano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle staminali una speranza per chi è in carrozzella.<br />
 Video in italiano  www euronews.net<br />
Il ricercatore intervistato nel servizio di euronews presenterà i risultati delle sue ricerche venerdì 23 ottobre 2009 al meeting ISCOS di Firenze 21 - 24 ottobre 2009 - 48° Annual Scientific Meeting: &#8220;Update on experimental pharmacological, cell transplant,  and rehabilitation interventions for  the treatment of spinal cord injury&#8221; dove ci saranno anche altri ricercatori di livello mondiale: Wise Young - John Steeves - Alfredo Gorio - Alain Privat - Huub van Hedel - Sergio Aito.<br />
L&#8217;equipe guidata da Steven Goldman dell&#8217;Universita&#8217; di Rochester, a New York, e&#8217; riuscita ad ottenere la mielinizzazione della sostanza bianca nel sistema nervoso di topi mutanti mediante iniezione di cellule staminali umane, progenitrici delle cellule gliali. Il successo dell&#8217;esperimento, ottenuto dopo anni di perfezionamento, apre alla speranza di sviluppare una terapia per le malattie causate da perdita di mielina, come la sclerosi multipla o le rare malattie genetiche infantili come la Adrenoleucodistrofia. Systemic administration of an antagonist of the ATP-sensitive receptor P2X7 improves recovery after spinal cord injury PNAS. Goldman ha utilizzato topi nei quali una mutazione genetica impedisce la produzione di mielina, la proteina che protegge i prolungamenti delle cellule nervose, permettendo in tal modo la corretta conduzione dei segnali nervosi. I topi nei quali e&#8217; stata indotta questa anomalia presentano disturbi neurologici gravi che<br />
portano inevitabilmente alla morte entromorte entro 18-21 settimane dalla nascita. I ricercatori hanno iniettato 300.000 cellule staminali umane, progenitrici delle cellule gliali che formano la guaina mielinica, nel midollo spinale di un gruppo di topi mutanti, mentre un secondo gruppo e&#8217; stato trattato con un set di controllo e un terzo gruppo di topi non e&#8217; stato trattato affatto. Dopo un iniziale deterioramento della salute di tutti i topi, sono morti i topi del secondo e terzo gruppo, ma sei topi del primo gruppo sono sopravvissuti 130 giorni e quattro di questi erano ancora vivi al termine dell&#8217;esperimento, dopo 14 mesi, avendo riacquistato gradualmente la normale attivita&#8217; cerebrale. &#8220;La mielinizzazione e&#8217; stata maggiore di quanto abbia mai visto, questa e&#8217; una nuova prova di inizio&#8221; dichiara su Nature Goldman, che spera di poter iniziare la sperimentazione sugli esseri umani, una volta che i suoi metodi vengano approvati dalla Food and Drug<br />
Administration.<br />
Una macchina lanciata a tutta velocità. E&#8217; la ricerca sulle staminali, che procede a 360°! L&#8217;aspetto meraviglioso di queste cellule è la loro capacità di trasformarsi da un tipo di tessuto all&#8217;altro. &#8220;Queste cellule trapiantate, non integrandosi e differenziandosi nel tessuto ospite, evitano di dare origine a strutture nuove come cellule tumorale con effetti tossici&#8221;, spiega Stefano Pluchino, ricercatore dell&#8217;Unità di Neuroimmunologia dell&#8217;Istituto Scientifico Universitario San Raffaele.&#8221;Con questa scoperta - continua - ci si avvicina sempre più ad un utilizzo mirato e privo di effetti collaterali delle terapie cellulari a base di cellule staminali neurali&#8221;. E&#8217; stato proprio il San Raffaele, insieme all&#8217;Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e con la collaborazione dell&#8217; Università degli Studi di Verona a condurre la ricerca, pubblicata in questi giorni su Nature, la più autorevole rivista scientifica del mondo. Lo studio è stato<br />
possibile grazie ai finanziamenti della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), del Ministero della Salute Italiano e di due importanti organizzazioni statunitensi: la National Multiple Sclerosis Society (NMSS) e The Myelin Project(TMP) . Le potenzialità terapeutiche delle cellule staminali neurali, affermano i ricercatori, possono risultare più efficaci nei casi di malattie neurologiche in cui l&#8217;infiammazione è elevata. L&#8217;ictus cerebrale, i tumori cerebrali, i traumi midollari, la sclerosi multipla sono alcuni esempi. Questo però non esclude che in futuro possano essere utili anche nella lotta a malattie del sistema nervoso tuttora incurabili, comprese quelle in cui la componente infiammatoria è meno rilevante. &#8220;E&#8217; importante sottolineare - sottolinea Gianvito Martino, dell&#8217;Unità di Neuroimmunologia del San Raffaele - che si tratta di una sperimentazione condotta su un modello animale e che prima di arrivare ad un impiego clinico sull&#8217;uomo<br />
passeranno almeno 5 anni&#8221;.<br />
Immune regulatory neural stem/precursor cells protect from central nervous system autoimmunity by restraining dendritic cell function.<br />
Stefano Pluchino - Gianvito Martino<br />
Rif.: PLoS One<br />
Rif.: Notiziario italiano</p>
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